Libano

immagini e documentazione raccolta da quotidiani libanesi


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Grave crisi politica in Libano

Le Monde 12.01.2011

Mercoledì 12 gennaio le dimissioni di undici ministri del governo tra cui dieci membri della coalizione di Hezbollah hanno fatto ripiombare il Libano in un periodo di tensione politica.

Dopo il 2008, e l’accordo di Doha tra maggioranza e opposizione, il paese non aveva  mai conosciuto una crisi così grave.

Il blocco 8 Marzo, composto dai partiti sciiti Amal e Hezbollah e dai partigiani dell’ex generale  cristiano Michel Aoun, attende da più settimane che il Primo Ministro, Saad Hariri, prenda le distanze dal Tribunale speciale per il Libano. Il Tribunale, incaricato di far luce sull’assassinio di Rafic Hariri del febbraio 2005, nei prossimi giorni dovrebbe lanciare delle accuse che potrebbero riguardare responsabili di Hezbollah.

L’esistenza di questo tribunale e’ causa di attrito tra i due principali blocchi della politica libanese. Da un lato, la coalizione 8 Marzo, dall’altro quella del 14 Marzo, composta da sunniti della Corrente del Futuro di Saad Hariri e di numerosi partiti cristiani.

Le posizioni dei due campi su questo argomento  sembrano inconciliabili.

Una mediazione siro-saudita e’ fallita questa settimana su pressione di Washington, assicura il blocco 8 Marzo. Il momento dell’annuncio della dimissione dei ministri, in pieno incontro tra Saad Hariri e Barack Obama, non e’ dovuto al caso.

leggi il resto: http://www.lemonde.fr/proche-orient/article/2011/01/12/le-liban-face-a-une-grave-crise-politique_1464857_3218.html


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La vittoria di Hezbollah e’ considerata una vittoria di Pirro

L’Orient le Jour  11 maggio 2008

Questi i titoli di un articolo del quotidiano di oggi:

Traduzione dal francese

Vittime, danni consistenti, aggessioni contro i media

Impasse politico e inscurezza: la vittoria di Pirro di Hezbollah

Per il 14 marzo,  l’esercito della resistenza ha perso la sua legittimita’

Misure internazionali  previste contro  le parti e i suoi  alleati regionali

L’offensiva  lanciata dai miliziani di Hezbollah e di Amal per prendere il controllo di Beirut Ovest ha fatto riviere agli abitanti di questo settore della capitale i momenti peggiori dell’invasione israeliana  del 1982  o dei combattimenti tra milizie del luogo  degli anni 80.

 Al termine di una notte d’inferno, giovedi’, i miliziani  del tandem sciita sono riusciti  ieri mattina a imporre la loro presenza manu milita ri nell’insieme dei quartieri ovest, prendendo d’assalto  la maggior parte dei punti di forza  della Corrente del Futuro. Ma il punto nero della giornata di ieri  e’ stato senza dubbio l’inqualificabile  museruola messa ai  tutti i  della Corrente  del  Futuro e di chi e’ loro vicino. Uno dei palazzi della televisione  e’ stato deliberatamente incendiato, anche’  la sede  della Fondazione Hariri e’ stata saccheggiata.

Parallelamente  a queste aggressioni contro i media, gli evenimenti delle ultime 24 ore  hanno fatto una quindicina di morti, decine di feriti e danni consistenti. Inoltre i miliziani erano visibili a fine giornata  in prossimita’  del Gran Serraglio, dove il Primo ministro Fouad Siniora e altri membri del governo stavano barricati, come    a Clemenceau e Koraytem, dove praticamente sono assediati Walid Joumblatt e Saad Hariri.

Sul piano politico , l’offensiva lanciata da Hezbollah  riveste incontestabilmente  una dimensione regionale, piu’ precisamente iraniana, di modo che  trattative intense sono state intraprese ieri da piu’ capitali straniere.

Siniora ha ricevuto appelli da Condoleezza Rice, Angela Merkel, Silvio berlusconi e Souad Faycal. In serata , un porta parola  della Casa Bianca ha indicato  che Washington  stava iniziando a prendere contatti  urgenti  a livello di Consiglio di Sicurezza al fine di prendere “misure” contro Hezbollah e chi sta dietro loro. Fin d’ora in certi ambiti  a New york si sostiene di inviare  una forza arabo-musulmana a Beirut.  In attesa dei risultati di queste trattative,  l’esercito e le capitali stranieri hanno fornito garanzie  dalle quali emerge che  il Gran Serraglio, Clemenceau e Koraytem sono considerate come linee rosse.

Sul piano locale, il 14 Marzo  ha pubblicato un comunicato particolarmente fermo – letto da Samir geagea – affermante che  dopo gli ultimi avvenimenti l’esercito di Hezbollah ha perso la sua  legittimita’. In questo quadro, i media del Serraglio affermavano ieri sera che  una dimisione del governo e’ esclusa come pure l’abrogazione degli ultimi provvedimenti  in merito alla rete telefonica di Hezbollah  e l’affare della sorveglianza dell’aeroporto.

L’impasse politico persiste  in aggiunta a questo stallo, queste aggressioni  contro i media, sembra evidente,  che la vittoria di Hezbollah non sia in definitiva che una vittoria di Pirro, come l’ha rivelato il presidente   Amin Gemayel.

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