Libano

immagini e documentazione raccolta da quotidiani libanesi


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Idrografia del Libano

http://www.lib.utexas.edu/maps/middle_east_and_asia/lebanon_rel_1971.jpg 

L’UNESCO prevede per il Libano un problema di siccita’ per l’anno 2050. Attualmente le acque superficiali sono inquinate dai rifiuti solidi e liquidi che si riversano nei fiumi.Lo stato delle acque sotteranee non e’ conosciuto a causa della  natura carsica del terreno e della grande permeabilita’.La ricaduta dell’inquinamento e’ causa di gravi malattie per la salute degli abitanti.Per migliorare la situazione, il Ministero  dell’Erergia e dell’Acqua, ha elaborato un piano decennale (2001-2011):- costruzione di dighe e laghi collinari, il cui costo supera i 2 miliardi di dollari.- risanamento delle acque di uso domestico per il riutilizzo nell’irrigazione e per aumentare le falde sotterraneLa stretta finanziaria e la mancanza di sensibilizzazione nell’utilizzo dell’acquaimpediscono l’avanzamento
del piano.La maggior parte delle acque si disperde in evaporazione, infiltrazione sotterranea e riversamento in mare. La guerra ha distrutto il 75% delle 80 stazioni di misurazione elaborate negli anni 1960. Attualmente 41 stazioni di rilevazioni del Servizio di Risorse  Idrologiche, dipendenti dall’Ufficio Nazionale del Litani riprendono la misurazione delle reti idriche. 
La quantita’ delle risorse idricheIl Libano dispone di 2000  corsi d’acqua, 40 fiumi, di cui 17 perenni e 23 stagionali. La lunghezza totale  dei fiumi e’ di 730 Km. La quantita’ d’acqua  superficiale e sotterranea e’ di 2,6 miliardi di metri cubi, di cui 2  miliardi sono effettivamente sfruttabili.

Il Libano sfrutta una media annuale di un miliardo di metri cubi  d’acqua.

La domanda annuale settoriale e’ cosi’ suddivisa:

–         195-405 milioni di metri cubi sotto forma di consumo domestico

–         670-875 milioni di metri cubi sotto forma di irrigazione

–         35-65 milioni di metri cubi a fini industriali.

Il 75.6% della popolazione e’ connessa alla rete pubblica dell’acqua, ma solamente il 60% della popolazione accede all’acqua potabile. La percentuale di terreno irrigato si eleva al 30% 

La qualita’ delle risorse

La mancanza di una rete di rilevazione efficace rende incompleta  la rilevazione della composizione chimica dell’acqua. 

Fiumi maggiori: Litani – Oronte – Awali – Damour – Beyrouth  

Tipo di malattie causate dall’acqua:  Epatite A – Tifo – Dissenteria 

Fonte: Amministrazione Centrale di Statistica  Presidenza del Consiglio dei Ministri della Repubblica Libanese

Compendio statistiche nazionali dell’ambiente Libano 2006

Progetto con  supervisione tecnica di  Eurostat Pubblicazione finanziata dalla Commissione Europea – progaramma  MEDSTAT-Ambiente

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I cedri

www.flickr.com/photos/11349203@N02/1291170709/ 

www.flickr.com/photos/11349203@N02/1292029426/

www.flickr.com/photos/11349203@N02/1292025770/

‘’Nello Chouf si estende una delle nostre piu’ belle foreste , quella di Barouk. Raggruppa gli alberi dei tre villaggi di Barouk, Maasser el Chouf et Ain zhalta. Molti dei suoi 3 milioni di cedri hanno piu’ di 350 anni, ma una parte e’ stata piantata recentemente. La foresta di Barouk in eccellente stato di conservazione grazie alle cure degli abitanti della regione. E’ inoltre una riserva naturale e si possono fare belle passeggiate. E’ stato costruito un piccolo lago artificiale, dove nel silenzio si puo’ osservare gli animali che vengono a bere.’’

Tratto da:”Le Cedre du Liban” Youmna Jazzar Melej – Editions Dar An-Nahar, 2005


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La gardenia

http://www.flickr.com/photos/11349203@N02/1291172003/

http://www.flickr.com/photos/11349203@N02/1291174769/

La gardenia fiorisce in maggio e anche durante il periodo estivo, il fiore viene staccato dalla pianta e utilizzato per profumare gli ambienti. In maggio capita spesso di vedersi regalare questi fiori da vicini o da  fiorai.

La gardenia e’ un arbusto sempreverde delle rubiacee, originario dei tropici asiatici e africani. Questo arbusto si trova in quasi tutti i giardini delle case libanesi.


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L’altea

  

E’ una pianta erbacea perenne delle Malvacee, con foglie lobate e coperte di peluria, fiori a grappolo di color rosa chiaro.

E’ molto frequente vedere questa pianta lungo i litorali e sulle colline libanesi. Con i suoi grandi fiori rosa purpurei rallegra il bordo delle strade. La pianta fiorisce in maggio e puo’ raggiungere anche i  due metri di altezza, inoltre, la si puo’ far seccare per preparare deliziose tisane.


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Le grotte di Jeita

grotte-di-jeita0001.pdf    grotte-di-jeita0002.pdf    le-grotte-di-jeita-15-agosto-20070001.pdf

Per una calda giornata di ferragosto, una visita alle grotte e’ l’ideale. Siamo partiti presto, alle 9, per timore di trovare code, invece pochissima gente, un luogo incantevole e silenzioso.

Le grotte si trovano a 18 Km a nord di Beirut, nella valle di Nahr El-kalb. Siamo arrivati alle 9,40, abbiamo acquistato il biglietto d’ingresso, 12 dollari a persona per gli adulti ed abbiamo preso il trenino invece della cabinovia per salire all’ingresso delle grotte. Il tragitto dalla biglietteria all’ingresso delle grotte non e’ molto lungo, avremmo anche potuto farlo a piedi,  pero’, lo abbiamo scoperto dopo. Lungo il percorso abbiamo visto un piccolo zoo, un villaggio libanese in miniatura, ristoranti e negozi di articoli da regalo.

All’ingresso della grotta piu’ alta abbiamo dovuto mettere la macchina fotografica e i cellulari in un armadietto, e’ vietato fotografare nelle grotte. Le immagini che inserisco sono state scannerizzate da un libro acquistato in uno dei negozietti.

Nella grotta superiore la temperatura e’ di 22 gradi e si puo’ percorrere per 750 metri dei 2200 esplorati. Il percorso e’ sorvegliato da personale distribuito lungo tutto il percorso, il terreno e’ scivoloso e l’umidita’ molto alta. Lo spettacolo e’ grandioso, domina il bianco. Questa galleria e’ stata scoperta nel 1958 da uno speleologo libanese.

Al termine del percorso, per acceder alla grotta inferiore e’ necessario uscire dalla grotta superiore, percorrere in discesa circa cento metri e entrare poi nella grotta inferiore. Anche qui si lascia nell’armadietto la macchina fotografica.

La temperatura in questa grotta e’ di 16 gradi,  scialuppe che possono trasportare circa 15 persone, fanno percorrere un breve tratto, circa 450 metri, del fiume  sotterraneo. Di questa grotta sono stati esplorati 6200 metri. La scoperta e’ stata attribuita  al Reverendo Thompson nel 1836, e la grotta e’ stata aperta al pubblico nel 1958.

Lo spettacolo e’ decisamente suggestivo.


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Lo stato del mare dopo la guerra del 2006

La marea nera, causata dall’esplosione della centrale  elettrica di  Jiyeh a seguito del bombardamento dell’aviazione israeliana durante la guerra dell’estate 2006 e’ la maggior preoccupazione dei bagnanti libanesi.

 Il direttore generale del ministero dell’ambiente sostiene che essendo un inquinamento ben visibile e’ evitabile e che i bagnanti possono quindi andare in qualunque spiaggia.

<img src=”http://farm2.static.flickr.com/1301/1101751990_2f32e4ce40_o.jpg” width=”480″ height=”640″ alt=”petrolio sugli scogli a Byblos ott 06″ /></a>

La marea nera ha lasciato il segno, in alcune spiagge il mare sembra pulito,   appena si mette un piede in acqua, lo si toglie con la pianta del piede completamente nera, sugli scogli ha lasciato un segno pesante  e ben visibile, in alcune spiagge sabbiose si e’ infiltrato in profondita. I rifiuti raccolti l’anno scorso, purtroppo sono stati abbandonati su alcune spiagge poco distanti dai bagnanti.

All’inquinamento causato dal petrolio, si aggiunge quello causato dagli scarichi che si riversano in mare. L’unico depuratore si trova a Ghadir (Beyrouth) ed e’ naturalmente insufficiente.

I mircroorganismi sono indicatori dell’inquinamento chimico marino, alcuni  sono spariti. Secondo gli scienziati la salute umana non e’ esposta a danni  imminenti, il tutto e’ legato alla quantita’ di esposizione all’inquinamento.