Libano

immagini e documentazione raccolta da quotidiani libanesi


Libano: Denuncia del centro libanese per i diritti umani “Un militare tortura una domestica”

Articolo pubblicato sul quotidiano L’Orient Le Jour del 9 aprile 2013

http://www.lorientlejour.com/article/809144/liban-un-militaire-torture-une-employee-de-maison-denonce-le-cldh.html

“Nonostante le denunce, e le tracce di tortura sul suo corpo, la cameriera è stata condannata a un anno di carcere per furto”

Il Centro Libanese per i Diritti Umani (CLDH) riferisce che un militare dell’esercito libanese ha torturato una domestica sospettata di aver rubato la sua arma di servizio e  dei gioielli a casa.

Il militare inizialmente aveva sospettato di piu’ persone del furto, tra cui la cameriera che affermava di non aver preso  i beni rubati, dice la nota, aggiungendo: “Quindici giorni dopo la rapina,il militare  avrebbe portato in una casa di campagna con molte altre persone la ragazza e l’avrebbe appesa a testa in giù in bagno con le manette. Avrebbe scosse elettriche Per gran parte della notte l’avrebbe torturata con scariche elettriche e provocato scottature con un coltello rovente fino a quando non accettava di incolparsi del reato.”

E’ stata condannata a 12 mesi di reclusione e il militare al termine della pena ha anche rifiutato di pagarle il suo biglietto d’aereo per  farla rientrare nel suo paese.

La Cldh chiede l’apertura di un’inchiesta.

leggi anche:

http://beirut7.blog.kataweb.it/2008/06/06/lo-sfruttamento-dei-lavoratori-migranti-in-libano-iii-parte/

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Donna in carcere per aver picchiato la cameriera

L'Esclavage-en-terre-d'Islamhttp://www.independent.co.uk/news/world/middle-east/woman-jailed-for-beating-maid-2181139.html

The Indipendent 11 01-20111

Traduzione articolo pubblicato sul quotidiano The Indipendent

Un tribunale saudita ha condannato una donna a tre anni di prigione per aver picchiato la sua cameriera indonesiana.
La cameriera, 23 anni, Sumiati Binti Salan Mustapa, è stata picchiata nel novembre scorso e lasciata con parecchie ossa rotte, emorragie interne e ammaccature. All’epoca, il presidente indonesiano ha invitato le autorità saudite ad  agire, descrivendo l’incidente come un caso di tortura.
La donna, che non è stato nominata, è stato condannata a Medina nel quadro di unnuovo decreto reale contro la tratta di esseri umani. Ha negato l’accusa e ha detto che farà appello contro la sentenza.

Altri articoli relativi alla situazione dei lavoratori stranieri e delle domestiche in Libano e Medio Oriente

http://beirut7.blog.kataweb.it/2008/06/06/lo-sfruttamento-dei-lavoratori-migranti-in-libano-iii-parte/

http://beirut7.blog.kataweb.it/2008/06/04/lo-sfruttamento-dei-lavoratori-migranti-in-libano-ii-parte/

http://beirut7.blog.kataweb.it/2008/06/02/157/

http://beirut7.blog.kataweb.it/2008/11/12/la-schiavitu-nella-terra-dellislam/

http://beirut7.blog.kataweb.it/2007/11/04/schiavitu-moderna/


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Lo sfruttamento dei lavoratori migranti in Libano – II parte

Domestiche (bonne) a Down Town

 In questo periodo, dopo gli accordi di Doha, Beirut sembra ritornare a vivere, numerose famiglie si sono riversate a Down Town, mentre i bambini passeggiano o vengono sorvegliati dalle numerosissime domestiche, la famiglia pranza al ristorante. 

II parte

The Monthly  nr 71 giugno 2008-06-02

Traduzione dell’articolo: Lo sfruttamento dei lavoratori migranti in Libano

La condizione di sfruttamento alle quale i lavoratori stranieri  in Libano sono spesso sottoposti, rigurda specialmente la diffusione degli abusi inflitti ai lavoratori domestici. La forza di lavoro  straniera in Libano e’ stata esclusa dalla legge nazionale  del lavoro e nessuna convenzione dell‘OIL, Organizzazione Internazionale del Lavoro,   per lavoratori migranti, e’ stata ratificata  da alcun paese del Medio Oriente. In ogni caso, simili convenzioni focalizzano sull’ immigrazione  permanente  o sui lavoratori regolarmente ammessi nel territorio degli stati membri, ignorando la situazione dei lavoratori temporanei. Semplicemente , nessuna misura legislativa ne’ internazionale ne’ regionale  e’ stata presa per assicurare i diritti umani dei lavoratori stranieri migranti.

I lavoratori siriani sono stati recentemente oggetto di numerose aggressioni  da parte di  cittadini libanesi e forze di sicurezza. Nel 2005 , Damasco ha richiesto un risarcimento per  le famiglie di 36 siriani uccisi e 250 feriti dalle autorita’ libanesi. Due autobus  che trasportavano  siriani, sono stati presi a sassate  durante la chiusura temporanea  dei confini  libanesi-siriani.

I lavoratori domestici stranieri in Libano, anche a giudicare dalle dure condizioni,  soffrono di quello che viene chiamato abitualmente “contratto di schiavitu’”. Le collaboratrici femminili sono spesso esposte a violenze, maltrattamenti e restrizioni di movimento fisico e sfruttamento economico. Le lavoratrici sono spesso ingannate  nel firmare quello che sembra essere un contratto di impiego legale, ma sono invece accettazioni di acquisto di lavoratori stranieri da parte di agenzie di reclutamento.

Una volta arrivati in Libano rimangono a disposizione dei  loro arruolatori garanti delle agenzie di reclutamento per un periodo di tre mesi.

Sono spesso ingannati nel firmare un secondo contratto, spesso scritto in arabo, che stipula un periodo contrattuale piu’ lungo ad un salario minore di quello inizialmente firmato nel paese d’origine. 

I datori di lavoro pagano alle agenzie  tra i 1000 e i 3000 dollari per ingaggiare  un lavoratore e i salari attuali  dei lavoratori stranieri vanno dai  150 ai 300 dollari per un lavoratore straniero.

I lavoratori domestici non hanno voce  nella negoziazione del contratto.

Vi sono casi ben documentati dove i salari venivano trattenuti fino a sei anni come tattica priva di scrupoli come per evitare che  il lavoratore ritorni nel suo paese prima di aver  rispettato i termini del proprio contratto, un periodo che non dovrebbe eccedere i 3 anni.

Nel caso in cui un lavoratore dovesse andarsene prima che il contratto fosse concluso verrebbe considerato  un “fuggitivo”, residente illegalmente sul territorio libanese.

Diventa allora legale per le Forse Interne di Sicurezza arrestare un fuggitivo che deve rispondere  delle accuse dei crimine a suo carico denunciati dal precedente datore di lavoro libanese. Le accuse sono spesso inventate, abitualmente accusano il collaboratore domestico   di furto.

I lavoratori recrutati tramite agenzie di impiego possono  essere sostituiti fino a tre mesi se vengono considerati non in grado di svolgere il carico di lavoro domestico.

Alcune agenzie hanno sviluppato la consuetudine  di abusi mentali e fisici come metodo per ostacolare anche la piu’ piccola possibilita’ che potrebbe spingere un lavoratore a rivendicare  i suoi diritti legali e umani.

Secondo  ricerche  condotte dall’Istituto  di Ricerca per lo Sviluppo Sociale delle Nazioni Unite, uno studio sui  lavoratori migranti e la xenofobia in Medio Oriente nel 2003, rivelava ogni tipo di abuso fisico, psicologico, emozionale e sessuale al qualei i lavoratori stranieri erano regolarmente sottoposti.

Altre forme di abusi meno letali includono ingiurie e urla, mancanza di cibo o nutrire i lavoratori domestici con gli avanzi. Vi sono casi in cui i frigoriferi vengono chiusi con allarmi  o lucchetti per evitare  che i domestici si nutrano in assenza dei membri della casa. Altri casi individuali di aggressioni brutali segnalati, includono incidenti quali ustioni nel bollire il caffe’, costole rotte, sfregi e botte che spesso richiedono un ospedalizzazione e lunghe convalescenze.

I diritti dei lavoratori domestici migranti viene violato in grandi numero attraverso la confisca del passaporto da parte delle agenzie e dei datori di lavoro, e con il divieto a muoversi liberamente.

Trattenere il passaporto  e’ illegale in base ad ogni criterio internazionale, tuttavia sembra completamente giustificato nel caso dei lavoratori domestici e spesso considerato come una forma di assicurazione. Il lavoratore e’ cosi’ avvertito a  non lasciare la casa; molti durante l’assenza dei loro datori di lavoro vengono rinchiusi.

Sono due i motivi per cui i datori di lavoro ricorrono a queste pratiche, la paura  che  le “loro” domestiche  intrattengano relazioni intime o  che sviluppino relazioni sociali con altre domestiche  che potrebbero corromperle moralmente .

 

negozi specializzati per domestiche

Mesi fa’,si e’ scatenata una vera e propria polemica con una giornalista francese Dominique Torres, la quale ha pubblicato su Le Mond un servizio sulla schiavitu’ moderna in Libano e realizzato un servizio televisivo speciale trasmesso da France 2 – Il malatrattamento delle domestiche e’ un tabu’ e le morti per suicidio, le violenze sono una triste realta’  

http://beirut7.blog.kataweb.it/2007/11/04/schiavitu-moderna/