Libano

immagini e documentazione raccolta da quotidiani libanesi


Lascia un commento

Il nuovo Comandante Capo dell’Esercito libanese

 

Il generale Jean Kahwagi

Il figlio dell’istituzione al commando

Gia’ all’eta’ di 20 anni sapeva  che avrebbe potato per la vita militare.  Giovane uomo coraggioso, intraprendente, di grande fedelta’ alla patria, Jean Kahwagi  e’determinato a far carriera nell’esercito. E’ la sua nascita, il 23 settembre 1953 ad Ain Ebel nella caza  di Bint  Jbeil, che determina la sua scelta? E’ il fatto di essere nato in una  regione in cui il nemico israeliano approfitta del minimo pretesto  per bombardare, invadere e umiliare i suoi abitanti?

Sempre nel 1973, il giovane uomo e’ entrato nell’esercito cosi’ come si aderisce ad una religione.

Ci mette tutta la sua forza e la sua energia e raggiungera’ rapidamente i gradi piu’ alti della gerarchia. Arruolato come  allievo ufficiale, addetto alla Scuola militare sara’ promosso luogotenente nel 1976. Un anno piu’ tardi viene nominato comandante del reparto di polizia militare  del Monte Libano.

Nel 1983 si unisce alla alla IV  brigata di fanteria e diventa comandante del reparto 422. Nel 1984 diventa istruttore alla Scuola militare. Nel 1987 passa alla X brigata aeroportuale e comanda il battaglione 103. Nel 1992 e’ nominato comandante del regimento aviotrasportato. Nel 1996, e’ promosso comandante del III regimento d’intervento. Nel 1999, occupa la funzione di capo di stato maggiore dell’XI brigata fanteria. Nel 2001, diventa il comandante aggiunto della VII brigata  fanteria  con il grado di generale di brigata. Comandante della II brigata fanteria  nel 2002 vi restera’ fino al 2008 momento in cui conosce la consacrazione del suo percorso essendo designato Comandante Capo dell’Esercito, succedendo cosi’ al generale Michel Sleimane, eletto Presidente della Repubblica.

Traduzione parte articolo pubblicato sul settimanale l’Hebdo Magazine del 5 settembre 2008


Lascia un commento

Gli attentati continuano – questo il turno di Saleh Farhan Aridi

Saleh Aridi, artigiano della riconciliazione Joumblatt-Arslan, assassinato a Baysour 

Quarantotto ore dopo la riconciliazione di Tripoli e qualche ora dopo  l’annuncio della ripresa del dialogo al palazzo di Baabda,   un’autobomba ha scosso il villaggio  di Baysour (caza d’Aley), uccidendo  Saleh Farhan Aridi, membro dell’ufficio politico del partito democratico, presieduto da Talal Arslan e ferendo cinque passanti.

 

Mercoledi’ sera, 10 settembre,  alle 21,30,  circa, Saleh Aridi, cugino  di Ghazi Aridi, ministro dei Lavori Pubblici, consigliere dell’emiro Talal  Arslan e principale artigiano della  riconciliazione Joumblatt –Arslan dopo l’incidente del 7 maggio, e’ stato assassinato da un ordigno esplosivo che si trovava all’interno della sua macchina.

 Secondo  i primi elementi dell’inchiesta la vittima, che stava uscendo da casa, si trovava da sola a bordo della sua Mercedes al momento dell’esplosione. L’ordigno e’ esploso al momento dell’apertura della portiera. Altre cinque persone sono rimaste ferite: Salim Wassim Aridi, Ibrahim Riad Aridi, Ghassan Zein,  Bassem Ayman Malaeb, Rami Fadi Khaddage e Nawal Hamad Sobh. Secondo fonti della sicurezza, il modus operandi dell’attentato  presenta delle similitudini con quelli che hanno colpito Georges Houi, Samir Kassir e May Chidiac, soprattutto  perche’ e’ stato stimato che la carica esplosiva era di un chilogrammo piazzata probabilmente sotto il diede del conduttore e sarebbe stata azionata a distanza, per mezzo di un telecomando. Inoltre, piu’ testimoni hanno affermato di aver visto una macchina correre all’impazzata al momento dell’esplosione.

 

Traduzione di parte dell’articolo pubblicato su la Revue du Liban 

del 13-20 settembre 2008