Libano

immagini e documentazione raccolta da quotidiani libanesi


Haifa Wehbe

Haifa Wehbe  bellissima modella, attrice e cantante libanese considerata una delle piú  grandi cantanti di successo libanese

Il suo film,   Halawet Ruh, in arabo “La dolcezza di Ruh” “Swetness of Spirit”, in programmazione nelle sale in Egitto e’ stato sospeso per scene considerate troppo sessualmente esplicite.

http://www.youtube.com/watch?v=KQbX80wETNw

http://www.youtube.com/watch?v=-GDqB54womM

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Il genocidio degli Armeni

 

Ieri, 24 aprile in tutto il mondo, gli Armeni hanno commemorato il genocidio del 1915. Per la circostanza,  il cattolico Aram e  il deputato Agop Kassardjian hanno inviato due articoli al quotidiano Orient Le Jour.

Negli articoli viene sottolineato il ruolo della comunita’ internazionale nella prevenzione  efficace di nuovi crimini e si insiste sul riconoscere il genocidio da parte della Turchia che costituisce un passo verso la giustizia ed eventualmente il dialogo e la riconciliazione .

Il popolo Armeno e’ stato vittima del I genocidio del XX secolo, durante la I Guerra Mondiale, nel 1915,  un milione e mezzo di Armeni morirono nel quadro di un  programma di sterminio minuziosamente concepito e sistematicamente  eseguito dal governo turco-ottomano.

I fratelli  Paolo e Vittorio Taviani nel film ” La Masseria delle allodole -The Lark Farm”, proiettato nelle sale cinematografiche di Beirut in questi giorni, hanno narrato il genocidio di questo popolo, il film  fa conoscere  la tragedia, le violenze vissute dal popolo Armeno attraverso la storia di una famiglia armena in Anatolia che improvvisamente vede cambiare la propria vita, narra le morti dei familiari, di amici e parenti, bambini e la deportazione delle donne e delle bambine e poi la loro uccisione. Si conclude con un processo in cui molti negano lo sterminio e solo alcuni verrano riconosciuti colpevoli. Nonostante vi siano scene, per me troppo violente, lo considero un film che vale la pena di vedere.

Gli Armeni sono riusciti a integrarsi nella societa’ libanese rimanendo attaccati alle proprie tradizioni  e alla loro cultura.I parenti fanno parte dei sopravvissuti al genocidio, sono sfuggiti al massacro, sopravissuti alla fame e alla fatica sulla via della deportazione. In Libano gli Armeni vivono a Anjar o a Bourj Hammoud, tra gli Armeni di 40 -65 anni le professioni sono mediche o artigianali, tra quelli di 20-4- anni  sono musicisti o gioiellieri. Vengono descritti come persone attive, laboriose, sulla difensiva, educate e organizzate. Secondo le stime vivono circa 100.000/160.000 Armeni in Libano.

 Ad Antelias, ad una decina di Km a nord di Beirut,  il Museo  della Cilicia, inagurato nel 1998,  raccoglie la piu’ grande collezione di oggetti armeni al mondo.

Armenian Catholicosate of Cilicia, Antelias Lb

(Orient Le Jour e  Hebo Magazine 24 e 25 aprile 2008)


3 commenti

Persepolis

http://farm4.static.flickr.com/3040/2505878416_802c604cb3_o.jpgIl foulard - Persepolis 1

E’ stato tolto il divieto alla diffusione di “Persepolis” in Libano.
La Sicurezza Generale inizialmente aveva vietato la diffusione del film e ieri ha tolto il divieto. La censura veniva ritenuta ingiustificata da settori intellettuli e politici e le pressioni hanno portato alla cancellazione del divieto.
Il film era stato vietato perche’ avrebbe potuto creare tensioni con l’Iran dove il film e’ stato censurato.
Persepolis, premio della giuria ex equo al Festival di Cannes 2007 e nominato all’Oscar 2008, si rifa’ alle vignette della franco-iraniana Marjane Satrapi. Mostra la repressione sotto il ,regime dello chah, ma anche le museruole sociali, gli arresti e le esecuzioni che seguirono la rivoluzione islamica dell’ayatollah Khomeyni.

Nel comunicato pubblicato ieri la Sicurezza Generale afferma di aver atteso prima di prendere la decisione di autorizzare la diffuzione del film per le seguenti motivazioni:
1) Il primo motivo si rifa’ all’applicazione della legge e delle misure richieste per assicurare il rispetto dei sentimenti del pubblico, e per evitare di risvegliare tensioni radicali e religiose (paragrafo 3 dell’art. 4 della legge sulla censura del 1947).
2) si tratta, secondo la Sicurezza Generale, di applicare l’art.9 del decreto n. 2873, datato 16 dicembre 1959 relativo alla sorveglianza di stampa e film cinematografici, sempre in base al testo.

“Non vi e’ alcuna verita’ nelle estrapolazioni sull’esistenza di motivazioni personali, politiche o confessionali che sottendono la decisione di autorizzare o di non autorizzare un film o una pubblicazione in generale” secondo il comunicato.”Vi e’ semplicemente la preoccupazione di rispettare la legge esistente, in attesa di una sua evenutuale modifica, o annullamento. Azione che spetta alle preposte istituzioni in seno al Governo e al Parlamento.”
Secondo una fonte governativa ben informata, la Sicurezza Generale “per salvare la faccia” avrebbe censurato una frase del film che parla della condizione di vessazione vissuta da una donna in seguito al suo divorzio.

Riassunto di parte di un articolo pubblicato sull’Orient Le Jour di ven 28 marzo 2008


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Caramel

Caramel 

 Candidato all’Oskar come miglior film straniero

“Sukkar banat”, zucchero caramellato, dal nome della ceretta depilatoria fatta di acqua, limone e zucchero. La depilazione e’ un servizio offerto a basso costo in Libano e molto richiesto. Il film Caramel della regista  Nadine Labaki, e’ una commedia realistica, ambientata in un salone di bellezza della Beirut popolare. Questa ricerca della bellezza, dell’apparire, quasi ossessiva per le donne libanesi, (ma non solo per loro) forse e’ solo l’unica possibilita’ riservata alle donne nella cruda realta’della vita. La vecchiaia, poi, diventa devastante, se un certo stereotipo di bellezza esteriore non e’ piu’ possibile. Come per Jamale, cliente fissa, ossessionata come molte donne in libano, dalla cura del corpo e incapace di accettare l’avanzare della vecchiaia, usa piccole strategie, per nascondere l’eta’, il nastro adesivo per tirare la pelle a lato degli occhi o una tintura che sembra sangue per macchiare la gonna nel tentativo di dimostrare di essere ancora una donna fertile. Anche  la scritta esterna del salone  “Si, Belle”, ha la lettera B, che si e’ormai staccata e pende rovesciata, da’ un’idea di decadenza. Forse un piccolo restauro per la scritta e per le persone potrebbe rendersi necessario, e forse, potrebbe essere sufficiente a mantenere un’ illusione di bellezza o quanto meno di cura.

Il film mostra alcuni aspetti tipici della vita quotidiana di Beirut ed e’ ambientato in quartieri popolari.Tra i temi trattati:la bellezza, l’amore, (tradimenti, matrimoni,  interventi chirurgici per la ricostruzione dell’imene’),  l’amicizia, la famiglia, la vecchiaia, la rinuncia, ’accettazione, la solidarieta’, la religione.Le storie quotidiane delle donne che lavorano nell’stituto si intrecciano con quelle delle clienti. La proprietaria Layale e’ interpretata dalle stessa Nadine Labaki, ha una relazione con un uomo sposato che non ha intenzione di lasciare la moglie; la giovane dipendente Nasrine, una ragazza musulmana che vuole sottoporsi ad un’operazione chirurgica per ricostruire l’imene perchè sta per sposarsi e non è più vergine; e Rima che non riesce ad accettare di essere attratta dalle donne. Cliente fissa del salone è Jamale, ossessionata, come molte donne in Libano, dalla cura del corpo e incapace di accettare l’avanzare della vecchiaia. Infine c’è la sarta Rose, che ha sacrificato tutta la vita per accudire l’anziana sorella Lili e non riesce a cogliere,  forse, l’ultima opportunita’ della sua vita. Merita di essere visto. 

Il fim e’ stato presentato al festival di Cannes e d e’ uscito nelle sale cinematografiche  libanesi  l’8 agosto, la proiezione e’ proseguita sugli schermi di Francia, Stati Uniti,  Europa, Giappone. In Italia e’ prevista la sua priezione per Natale. “Caramel” è il primo lungometraggio di Nadine Labaki dopo il cortometraggio ’11, rue Pasteur’ (1997) che ha vinto il premio come miglior cortometraggio alla Biennale del Cinema Arabo dell’Ima di Parigi nel ’98. 

www.neabeyrouth.org 

http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=49516  (in questo sito puoi trovare qualche battuta del film)