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Il Profeta

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 Il profeta

Il Profeta 

“Tra i caratteri essenziali del capolavoro di Gibran e’ indubbiamente quello, non comune, di realizzare una delle aspirazioni essenziali della poesia di tutti i tempi, cioe’ una forma, appunto profetica, di ricerca  della verita’ e al tempo stesso un superamento netto quasi provocatorio, di ogni  schema letterario corrente.

[…]

Il Profeta, fin dalla sua prima edizione  Americana, che risale  al 1923, ebbe uno straordinario successo. Libro della contemplazione sugli uomini e sulla vita del suo autore e del suo personaggio, Almustafa’, l’eletto e l’amato, risponde in modo illuminante, quanto spesso misterioso e inquietante agli interrogativi eterni sui grandi temi come l’Amore e l’Amicizia,
la Gioia e il dolore, il Bene e il male, la Liberta’ e la Morte.”

Gibran Khalil Gibran, 1980, Il Profeta,Ugo Guanda Editore  s.r.l.

Allora Almitra domando’: parlaci dell’Amore 

Ed egli alzo’ la testa e scruto’ il popolo,

e su di loro cadde una vasta pace.

E con gran voce disse:Quando l’amore vi chiama, seguitelo,

Anche se ha vie ripide e dure.

E quando dalle ali ne sarete avvolti, abbandonatevi a lui,

Anche se, chiusa tra le penne, la lama vi potra’ ferire.

E quando vi parla, credete in lui,

Anche se la sua voce puo’ disperdervi i sogni come il vento del nord devasta il giardino. 

Poi che, come l’amore v’incorona, cosi’ vi croceficce, e come vi matura, cosi’ vi potera’.

Come sale sulla vostra cima e accarezza i rami che fremono piu’ teneri nel sole,

Cosi’ discendera’ alle vostre radici,

e laggiu’ le scuotera’ dove piu’ forti aderiscono alla terra.

 Vi accoglie in se’, covoni di grano.

Vi batte finche’ non sarete spogli.

Vi staccia per liberarvi dalle reste.

Vi macina per farvi neve.

Vi plasma finche’ non siate cedevoli alle mani.

E vi consegna al suo sacro fuoco, perche’ voi siate il pane sacro della mensa di Dio. 

 In voi tutto cio’ compie l’amore,

affinche’ conosciate il segreto del vostro cuore,

e possiate farvi frammenti del cuore della vita.

Ma se la vostra paura non cerchera’ nell’amore che la pace e il piacere,

Allora meglio sara’ per voi coprire le vostre nudita’ e passare oltre l’aia dell’amore,

Nel mondo orfano di climi, dove riderete, ahime’, non tutto il vostro riso, e piangerete non tutto il vostro pianto.

 L’amore non da nulla fuorche’ se stesso, e non coglie nulla se non da se stesso.

L’amore non possiede, ne’ vorrebbe essere posseduto;

Poiche’ l’amore basta all’amore. 

Quando amate non dovreste dire, “Ho Dio in cuore”, ma piuttosto, “Io sono in cuore a Dio”.

E non crediate di condurre l’amore, giacche’ se vi scopre degni, esso vi conduce.

 L’amore non vuole consumarsi.

Ma se amate e bramerete senza scampo, siano questi i vostri desideri:

Sciogliersi, e imitare l’acqua corrente che canta il suo motivo alla notte.

Conoscere la pena di troppa tenerezza.

Piagarsi in comprensione d’amor;e sanguinare di voluta gioia.

Destarsi all’alba con un cuore alato e ringraziare un nuovo giorno d’amore;

Riposare nell’ora del meriggio e meditare l’estasiato amore;

Grati, rincasare al vespro;

E addormentarsi pregando per l’amato in cuore, con un canto di lode sulle labbra.. 

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Autore: Luciana

amo il silenzio

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