Libano

immagini e documentazione raccolta da quotidiani libanesi

Padre Damiano Puccini

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Il 13 febbraio 2005 e’ morta Lucia, la pastorella che insieme ai due fratellini il 13 maggio 1917 ha visto per la prima volta la Madonna di Fatima.
In Libano si usa portare la statua della Madonna di casa in casa, si recita il rosario e la si puo’ tenere con se anche per una settimana – Padre Damiano Puccini, toscano e missionario a Damour insieme ai fedeli e ai volontari della Missione porta la Madonna  in processione e nelle case di Damour e dei paesi vicini – 

Proprio ieri ho rivisto Padre Damiano,  mi ha lasciato questo notiziario dei volontari libanesi

Gennaio 2008 n 1

  I poveri del libano
Notiziario di un gruppo di volontari libanesi collegati con i Servi 
del Cuore Immacolato di Maria presenti a Damour in Libano impegnati in 
favore dei più poveri
>  Anniversario del massacro di Damour
>  Sabato prossimo, 26 gennaio, Damour ricorda il 6 gennaio 1976, per
> l’evento più tragico della storia del paese, il massacro
. Ascoltiamo
> alcune parole dell’allora parroco, Mons. Mansour Labaky. “Mi ricordo
> qualcosa che ancora mi fa rabbrividire. Un’intera famiglia, la
> Famiglia Can’an, quattro bambini tutti morti, e la madre, il padre, e
> il nonno. La madre stava ancora abbracciando uno dei bambini. Era
> incinta. Gli occhi dei bambini erano stati cavati e i loro arti
> amputati. Erano senza gambe e senza braccia. Li abbiamo portati via in
> un Apecar. E chi m’aiutava a portare via i cadaveri? L’unico
> sopravissuto, lo zio dei bimbi. Si chiamava Samir Can’an. Egli portava
> con me i resti del suo fratello, del suo padre, della sua cognata e
> dei poveri bambini. Neonati e bambini morirono di disidratazione.
> L’attacco cominciò dalle montagne. Era un’apocalisse. Vennero in
> migliaia, urlando a squarciagola ‘Allahu akbar! Iddio è grande!
> Attacchiamoli in nome
>  degli arabi, offriamo un olocaust
>  o a Maometto’. E massacrarono chiunque li si metteva sul cammino,
> uomini, donne e bambini.
>  Intere famiglie sono state uccise nelle loro case. Molte donne furono
> violentate in gruppo, alcune di loro furono lasciate vive. Una donna
> salvò la sua figlia adolescente dalla violenza sessuale spalmando la
> sua faccia con dell’indaco per farla apparire ripugnante. Mentre le
> atrocità continuavano, gli invasori si scattavano delle foto e le
> offrirono, più tardi, per soldi ai giornali europei. Alcuni
> sopravissuti testimoniarono l’accaduto. Una ragazza sedicenne, Soumaya
> Ghanimeh, testimoniò la fucilazione del padre e del fratello da parte
> di due degli invasori, e vide la propria casa, assieme alle case dei
> vicini, saccheggiata e bruciata. Ella disse:
>  ‘Di fronte alle case erano parcheggiati dieci camion nei quali erano
> stipati i bottini. Mi ricordo quanto ero spaventata dal fuoco. Stavo
> urlando. E per molti mesi non riuscii a sopportare che qualcuno
> accendesse un fiammifero accanto a me. Non ne sopportavo l’odore.”
>  Lo stesso Mons. Labaky dopo essersi impegnato dai giorni del massacro
> in favore delle vittime dei massacri, ha donato al nostro istituto un
> terreno della sua famiglia per l’edificazione di un’Opera dedicata
> alla Madonna di Fatima, con finalità spirituali e caritative.
>  Proprio per aiutarci a pagare le tasse di questa donazione una
> signora del paese ha offerto come contributo il denaro appartenente
> alla propria riserva personale.
>  I superstiti si sono sempre sentite chiamate da Dio a condividere
> anche il loro necessario con poveri, che appartengono a gruppi nemici,
> usando pazienza e perdono, nonostante l’ingiustizia, che fino ad oggi
> causa l’emigrazione dei cristiani,.
>  Un’altra signora, d’accordo con la figlia, ha proposto a sua sorella
> di vendere un terreno per aiutare famiglie povere in difficoltà.
>  Anche il gruppo giovani del paese ha deciso, una settimana a turno di
> farsi carico presso le proprie famiglie di alcuni bisognosi.
>  Il Libano rappresenta un incoraggiamento nel dire che è possibile
> vivere in maniera visibile la nostra fede, impegnandosi a edificare
> un’Opera per Dio, prima ancora di aver terminato di ricostruire le
> proprie case. E’ possibile accettare serenamente le inevitabili
> rinunce che magari oggi ci vengono imposte quando il Signore chiede di
> condividere volentieri il necessario con il nemico.

Chi è interessato a maggiori informazioni o a conoscere le modalità per un contributo in favore della nostra opera può inviare sms al  333/5473721 o inviare un vaglia a Cuter Daniella (mia madre) via  Giuntini,1  Navacchio (PI) 56023    tel 050/775307: damour@inco.com.lb  oppure    lidopuccini@tin.it 
Nel mese di maggio sarò in Italia per un momento di vacanze. Se è possibile organizzare qualche celebrazione o qualche incontro, sono sempre disponibile a venire ovunque.
Pace e bene. P. Damiano Puccini icms

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Autore: Luciana

amo il silenzio

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