Libano

immagini e documentazione raccolta da quotidiani libanesi

AIDS – in Libano aumenta il numero delle persone infette

Lascia un commento

Giornata mondiale della lotta  all’ AIDS   

In Libano il virus dell’AIDS si sta propagando, 90 i nuovi casi contro  i 40 / 50 dell’anno precedente. E’ un appello allarmante quello lanciato dagli specialisti. Mettono l’accento sul carattere locale della malattia, non piu’ legata ai viaggi e insistono sulla necessita’ di impegnarsi nella lotta a questo flagello ch constinua a propagarsi in seno alla nostra societa’.

Il principale problema,  secondo gli specialisti, riguarda le campagne di informazione, si e’ pensato che ormai tutti conoscessero la malattia e i mezzi di trasmissione della malattia, al punto di abbndonare le campagne di sensibilizzazione, dichiara il Dr. Jaques  nel mMokhbat, presidente della societa’ libanese di AIDS.

[…] E’ vero che gli uomini che hanno relazioni omosessuali sono piu’ vulnerabili e costituiscono uno dei principali problemi dell’epidemia. Ma questo settore e’ stato sempre  piu’ o meno marginalizzato, nel senso che all’inizio degli anni 1990, il picco epidemico in Libano era dovuto alla trasmissione del virus alle donne da parte di uomini vissuti nell’Africa dell’ovest. All’epoca la campagna era principalmente indirizzata verso  questo gruppo eterosessuale. Oggi, si considerano vulnerabili  gli uomini che hanno relazioni sessuali con altri uomini, senza occuparsi di altri gruppi. La campagna di sensibilizzazione  secondo gli specialisti deve essere inidrizzata a tutti i gruppi e si deve insistere  sulla necessita’ di proteggersi. Le ultime cifre  del Programma  nazionale di lotta all’AIDS indicano che le relazioni sessuali non protette sono la causa di trasmissione del virus nel 70% dei casi.

Sfortunatamente la popolazione continua a credere fermamente che l’AIDS e’ una malattia  importata e che per conseguenza, relazioni sessuali tra libanesi, o se non si sono fatti viaggi, non si corre il rischio di prendere il virus. Sono preconcetti che si sono tradotti in un netto aumento del numero delle persone infette in Libano. Uno o due casi la settimana nel momento in cui in tutto il mondo il numero degli infetti e’ diminuito.

L’epidemia colpisce sempre piu’ i giovani, uno studio del Programma nazionale di lotta all’AIDS  ha rivelato che nel 2004 su 3200 persone intervistate tra  i 15 e i 49 anni, l’84% dei giovani non utilizzavano il preservativo, anche se l’87,3% di loro erano consapevole che e’ uno dei mezzi piu’ efficaci di prevenzione contro l’AIDS.

La campagna di sensibilizzazione deve essere rilanciata  e deve continuare non si puo’ limitare ai media o alla giornata mondiale di lotta all’AIDS. Deve essere una campagna condotta nelle case, nelle scuole, nelle universita, ecc.

 

Le persone che vivono con l’AIDS, (il numero di casi registrati dal 1984 al giorno d’oggi e’ salito a  1056 casi), che continuano a subire una emarginazione sociale e medica.

I i costi dei test, delle visite, dell’ospedalizzazione,  non essendo coperti da assicurazione, devono essere coperti dagli interessati. Fortunatamente i medicinali sono offerti gratuitamente  dal Ministero della salute, ma al prezzo di apertura dello stock (mais au prix de rupture du stock) , un problema non ancora risolto, spiega il Dr. Mokhbat.

E’ stato notato un miglioramento, ma capita che  le medicine  continuino a mancare senza motivi chiari ed evidenti.

Da un lato le societa’ farmaceutiche non sono interessate al mercato libanese perche’ troppo piccolo e dall’altro a causa della concorrenza dei generici. Inoltre il Libano non fa parte dei paesi sottosviluppati e i medicinali hanno prezzi elevati. Per questo il Ministero non si impegna ad assicurare questi medicinali  che sono costosi e e necessari per il trattamento dei virus resistenti.

I pazienti vivono male questo problema, e’ un dramma ogni volta che il medicinale manca.

[…] Sul piano sociale, la situazione di persone viventi con l’AIDS non e’ certo tra le migliori. Se queste persone sono sostenute dalla loro famiglia continuano a subire la discriminazione della societa’. “Non si ha il diritto di sottoporre a test per l’AIDS  in caso   di assunzione lavorativa” insiste il Dr. Mokhbat. “Si deve mettere fine a questa pratiche discriminatorie che continuano ad essere praticate ogni volta che si assume una domestica o manodopera straniera. Capisco che  lo Stato libanese  si rifiuti di pagare i trattamenti a pazienti non libanesi, ma perche’ licenziarli se il virus si trasmette solo sessualmente? Se queste persone venissero assunte per le loro prestazioni sessuali, allora sarebbe diverso.”

 

L’Orient Le Jour  1 dicembre 2007

 

 

Mezzi di trasmissione dell’AIDS  rilevati in Libano 

Rapporti sessuali                                   70%

Trasfusioni sanguigne                            6,4%

Uso di droghe  intravenose                    5,7%

Perinatale                                             2,2%

Strumenti contaminati                            2,1%

Non specificato                                    17%

 

Comportamenti sessuali 

Eterosessuali                 56%

Bisessuali                      5%

Omosessuali                 15%

Non specificato            24%

 

Storie di viaggi 

Nessun viaggio             49%

Viaggi all’estero            41%

Non specificato            10%

 

Distribuzione per stadi 

Asintomatico                42%

AIDS                           41%

Non specificato            17%

 

 

 

 

Distribuzione per eta’

 

Meno di 31 anni           15%

Tra i 31 e i 50 anni        52%

Piu’ di 50 anni 28%

Non specificato            5%

 

Distribuzione per sesso 

Uomini             81,8%

Donne                          17,8%

Non specificato            0,5%

 

Uno studio realizzato dal Programma nazionale di lotta all’AIDS del 2004, su un capione di 3200 persone tra 15 e 49 anni,  per la valutazione dei gruppi considerati a rischio indica una grande gamma di comportamenti a rischio:

 

Rapporti  al di fuori del matrimonio dei giovani   30,8%

Eta’ media primo rapporto sessuale                               15 anni

Primo rapporto sessuale tra i 15 e i 20 anni                   33%

Non utilizzano il preservativo                             84,%

E di questi,  l’87,3% non li utilizza sapendo che

e’ uno dei mezzi piu’ efficaci di prevenzione

dell’AIDS                                                                    

Relazioni extraconiugali  uomini                         24,2%

Relazioni extraconiugali  donne                            7,4%

Donne sposate contaminate dai mariti                        60%

 

L’Hebo Magazine nr 2612 30 novembre 2007

Annunci

Autore: Luciana

amo il silenzio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...