Libano

immagini e documentazione raccolta da quotidiani libanesi

Libano – Poverta’ – La Banca Mondiale finanzia metodologie – I poveri per ora si mangeranno un questionario

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La poverta’ estrema continua ad esistere nell’indifferenza ufficiale e generale

“Poveri? Veramente, in Libano non ce ne sono, nessuno muore di fame!”Questa frase, che si sente spesso, non risponde alla realta’ della situazione, basta fare un giro  nei quartieri piu’ poveri, per renderse conto.Si e’ celebrata ieri, 17 ott 2007, la giornata  internazionale di lotta alla poverta’ “lavorare insieme per uscire dalla poverta’” E’ un occasione per ricordarsi che  al di la’ delle giostre verbali, spesso confuse, tra politici e le tragedie reali di esplosioni e uccisioni, una larga parte della popolazione libanese  vive in condizioni sempre piu’ difficili, molti non riescono ad arrivare alla fine del mese, e i casi di poverta’ estrema (quando i bisogni  primari non sono soddisfatti), sono lontani dall’essere rari.A cosa assomiglia la vita domestica  con risorse limitate?  Una continua preoccupazione,  affitto da pagare, cibo da assicurare,  tasse scolastiche da versare, e arretrati che si aggiungono ad altri arretrati da pagare. Ma non e’ solo questo: la poverta’, come il malessere non viene mai da solo. La mancanza di assicurazione medica nella quasi totalita’ dei casi di poverta’ estrema si accompagna alla mancanza di cura delle malattie ed al loro aggravarsi  che porta poi all’incapacita’ di lavorare e di procurarsi il denaro per soddisfare i propri bisogni.I problemi sociali risultanti da questi bisogni si moltiplicano, aumenta anche l’esposizione alla delinquenza per  bambini e ragazzi. Si e’ constatato che i poveri sono nel migliore dei casi assistiti ma che  nessuna  politica di sviluppo  durabile  che permette di uscire da questo circolo vizioso e’ stato adottato.

Lo studio sulle condizioni di vita familiare in Libano  effettuato congiuntamente  dal Programma per lo sviluppo delle Nazioni Unite (PNUD), il Ministero degli Affari Sociali e la Direzione Centrale di statistica e’ stato  pubblicato il 6 novembre 2006 . L’indagine e’  stata effettuata nel 2004 su un campione  di 13003 nuclei familiari corrispondenti a 56.513 persone. L’indagine evidenzia una riduzione del tasso di poverta’ delle famiglie  che passa dal 31% nel 1995 al 25% nel 2004. Il primo studio ufficiale era stato svolto nel 1998. Dallo studio del 2004 e’ emerso che un quarto della popolazione  libanese vive in condizione di poverta’.  Vi e’ stato un miglioramento rispetto al 1998 in quasi tutti gli ambiti tranne che in quello del reddito (il tasso delle persone con  reddito limitato  e’ passato dal  42 al 51%). Il sud del Libano invece ha visto regredire le proprie condizioni. la  piu’ grande concentrazione di poverta’  estrema si trova ad Akkar (zona rurale) con il 12% dei piu’ poveri del Libano. Le periferie urbane vedono una concentrazione di poverta’ del 40-50%. I principali criteri adottati dallo studio sono i seguenti: superficie abitata – acqua e  scarichi delle acque usate – educazione – reddito – condizioni di vita.Le statistiche permettono di concentrare le azioni in questo ambito soprattutto  sul piano dell’azione sociale nel quadro delle riforme previste da Parigi III – Il piano prevede un cambiamento dell’aiuto  nei confronti dei piu’ poveri con un miglior utilizzo della spesa con l’eliminazione di sovrapposizioni  nei servizi offerti dalle istituzioni e l’introduzione di quello che e’ noto come “rete di sicurezza”, un’aiuto diretto alle categorie piu’ vulnerabili della popolazione, anziani senza risorse  e donne capofamiglia.Secondo la Sig.ra Sawsan Masri, del programma congiuto di riduzione della poverta’ PNUS (programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo) e il Ministero per gli Affari Sociali,  nonostante la paralisi di tutte le attivita’  legate a Parigi III, i lavori  per l’identificazione  della popolazione civile  del programma di lotta alla poverta’ e’ iniziato con l’aiuto della Banca Mondiale per quanto riguarda la metodologia. Ci vorra’ del tempo ma stia reclutando le persone  che saranno incaricate  ed abbiamo gia’ preparato i questionari”.Cosa fa attualmente il ministero? Attualmente le sue azioni sono una politica di assistenza piu’ che una politica di sviluppo, la spesa e’ orientata a finanziare associazioni che prendono in carico le persone.

L’Orient le Jour –  15 ott 2007

PER ORA I POVERI  SI BECCHERANNO UN QUESTIONARIO – casa, cibo, medicine  – forse in seguitoANCORA UNA VOLTA I SOLDI DESTINATI A LORO ANDRANNO A CHI I SOLDI LI HA GIA’ – ONG (IN PRIMA FILA) – LA META’ DEI FINANZIAMENTI PER I POVERI VA A FINIRE IN STIPENDI DEGLI OPERATORI DELLE ONG (Organizzazioni non governative)

Si da per scontato che i poveri non sono ingrado di gestire il denaro

Ovviamente questo non vale solo per il Libano, anche in Italia o in altri paesi funziona cosi’- 

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Autore: Luciana

amo il silenzio

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