Libano

immagini e documentazione raccolta da quotidiani libanesi

Livello di corruzione

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L’Europa e’ considerata un’area a basso livello di corruzione, i paesi del nord Europa i piu’ virtuosi, mentre quelli del sud  molto meno. Dallo studio degli indici di percezione della corruzione pubblicato a Berlino, sembra che l’Italia abbia migliorato la sua posizione. Da quello che quotidianamente, Tv e giornali pubblicano, sembra il contrario, un Paese in cui la trasparenza non e’ certo ai primi posto, famosa nel mondo per la mafia, in cui la micro e macro criminalita’ rimane impunita’ e predominano  illegalita’ diffusa e sfiducia di cittadini nelle istituzioni pubbliche  e nel governo, un paese che premia i furbi , non l’impegno, gli onesti. Evviva l’Italia, amo molto il mio Paese, lo vorrei migliore.  L’antipolitica avanza e sembra che l’unico modo per arrestarla sia la buona politica. Si, abbiamo bisogno di buona politica, legalita’, sicurezza, solidarieta’, meno poverta’, rispetto per i cittadini onesti, abbiamo bisogno di piu’ etica professionale, meno sprechi e piu’ giustizia.

Nella tabella dei 179 paesi l’Italia si trova al 41esimo posto, mentre Svezia, Finalndia, Belgio, Paesi Bassi Francia, Regno Unito, Germania, Austria, Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda, si trovano tra i primi venti, cioe’ sono paesi in cui l’indice di percezione della corruzione e’ molto elevato e vi e’ un basso livello di corruzione.

www.transparency.org/policy_research/surveys_indices/cpi/2007

Berlino 26 settembre 2007 – transparency International, la coalizione mondiale contro la corruzione ha pubblicato  gli indici della percezione della corruzione (IPC) 2007 –I Paesi sviluppati e quelli in via di sviluppo devono dividersi la responsabilita’ per ridurre la corruzione  stroncando contemporaneamente l’offerta e la domanda di corruzione.L’indice di percezione della corruzione 2007 analizza le percezioni del livello di corruzione nel settore pubblico di 180  paesi e territori. Si tratta del piu’ alto numero di Paesi monitorati sino ad oggi. L’indice si fonda su 14 inchieste e sondaggi differenti realizzati da organismi indipendenti. Classifica i paesi  secondo una scala  da 0  (alto livello di corruzione percepita a 10 ( debole livello di corruzione percepita).La forte correlazione tra corruzione e poverta’ e’ evidente. Somalia e Myanmar hanno il punteggio piu’ basso 1,4 mentre la Danimarca con la Finlandia e la Nuova Zelanda hanno ottenuto 9,4 (livello molto basso di corruzione).Tra i paesi dove si sono notati miglioramenti sensibili ci sono:  Costa Rica,  Croazia, Cuna, Repubblica Dominicana, Italia, Repubblica Ceca, Romania e Suriname. I Paesi in cui la situazione e’ peggiorata sono: Austria, Bahrein, Bhoutan, Belize, Giordania, Laos, Macao, Malta, Mauritius, Oman, Nuova Guinea e Tailandia. La priorita’ e’ migliorare la trasparenza nelle gestioni finanziarie, nella raccolta delle imposte  pubbliche, di rinforzare le procedure di controllo e di mettere fine all’impunita’ di cui beneficiano i responsabili della corruzione. Un sistema giudiziario professionale e indipendente e’ ugualmente un elemento chiave  per mettere fine all’impunita’per rinforzare uno stato di dirittto e per promuovere la fiducia nel pubblico, dei finanziatori e degli investitori. Poiche’ e’ un problema mondiale, le radici sono internazionali, la lotta alla corruzione esige di prendere misure sul  fronte globale.

Fonte: http://www.transparency.org/publications/gcr 

L’Orient Le Jour 27 settembre 2007

Nella tabella dei 179 paesi il Libano si trova al 99esimo posto, la sua posizione nella scala (da 0 livello alto di corruzione a 10 livello basso di corruzione) e’ 3,6 – posizionando il Libano al 63esimo posto nel mondo. Secondo  Mohammad Farid Matar presidente  dell’Associazione Libanese per la trasparenza e  contro la corruzione (ALRT) “l’indicatore e’ stato elaborato esclusivamente  nella sede dell’organismo internazionale  a Berlino senza alcuna partecipazione  di settori locali indipendenti e imparziali” come accordato ad altri Paesi. Secondo Mohammad Matar  “l’eradicazione della corruzione richiede la messa in opera di una strategia globale, che comincia dalla creazione di uno stato di diritto  a una legge elettorale moderna e imparziale, che possa permettere che gli eletti debbano rendere conto ai cittadini che li hanno eletti. 

Va precisato che  il rapporto misura  il livello di presa di coscienza rispetto alla corruzione e non la corruzione reale.

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Autore: Luciana

amo il silenzio

One thought on “Livello di corruzione

  1. INDIFFERENZA E OMISSIONI ISTITUZIONALI A OSTIA LIDO

    Mi chiamo Lucia Salvati, dirigente scolastico in pensione.
    Ho appena ascoltato “In mezz’ora” di Lucia Annunziata.
    Alla domanda: “cosa pensa del V-day”, Mons. Fisichella ha risposto: “sicuramente la politica deve ascoltare la gente”.
    Ho sentito all’istante, imperioso il bisogno di sottoporre all’opinione pubblica un esempio di come la politica ignori la gente comune, pubblicando la lettera da me scritta al presidente del XIII° Municipio di Roma on. Paolo Orneli, sicura di una risposta che non è mai arrivata o di un appuntamento che non è stato mai fissato.
    A malincuore constato che la gente non conta nulla quando le elezioni si sono appena vinte!
    Faccio violenza a me stessa e non vado a votare per il Partito Democratico.
    La delusione è davvero tanta………..
    Teoricamente è un esercizio di democrazia, ma dov’è la democrazia?
    Quella di Beppe Grillo e di tutte le persone che lo hanno seguito e condiviso, non è antipolitica, com’è più comodo credere, ma solo bisogno di una politica seria e vicina ai problemi della gente.
    Lucia Salvati

    Al sig. presidente del XIII° municipio
    Paolo Orneli

    E p.c. Al sig. sindaco di Roma
    Walter Veltroni

    // Ai capigruppo dei partiti
    Del XIII° municipio Roma

    Sono Lucia Salvati, dirigente scolastico in pensione da qualche anno.
    Sognavo una pensione serena e non priva d’impegni, invece mi trovo al centro di una situazione fatta di angherie per aver denunciato e contrastato evidenti abusi edilizi perpetrati ai miei danni.
    La cosa mi addolora soprattutto, perché le istituzioni nelle quali ho creduto e nelle quali vorrei continuare a credere, anziché bloccare l’abuso lo hanno appoggiato e coperto.
    Primo fra tutti, l’Ufficio Edilizia del XIII° gruppo vigili urbani, al quale mi sono rivolta più volte ricevendo risposte ambigue fino a verbalizzare a firma di Sgueglia Patrizia e Spito Emanuela che tutto era conforme alla D.I.A.
    Quando è stata presentata la D.I.A. i lavori erano abbondantemente avanzati, ma nessuno si è accorto e, comunque, i lavori non sono conformi alla D.I.A.
    L’Ufficio Tecnico, a firma dell’ingegnere Cesare Tabacchiera ha confermato che tutto era conforme alla D.I.A., anche se gli abusi erano e sono evidenti.
    Conservo foto e articolo della conferenza stampa che il Comandante Moretti ha tenuto insieme alla S.V. durante la quale ha espresso la sua soddisfazione per i risultati ottenuti nella lotta all’abusivismo.
    Per il civico 34 di via Peio, tutti sapevano e hanno taciuto.
    Anzi, i vigili sono venuti incessantemente a casa mia per motivi rivelatisi sempre inconsistenti.
    Le loro visite tendevano a scoraggiarci dall’adire le vie legali.
    Dopo il tentativo non andato a buon fine di un assessore del municipio XIII° di farci desistere proponendoci che i sigg. del civico 34 Falqui-De Prosperis avrebbero pagato le spese da noi sostenute per l’avvocato, ci sono piovute addosso querele di ogni genere.
    L’ultima a carico di mio figlio De Pierro Antonello secondo la quale nel 2005 li avrebbe minacciati con una pistola che se non avessero smesso di fare i lavori avrebbe fatto una strage.
    La paura dei sigg. del civico 34 è stata talmente tanta che hanno portato a termine i lavori e hanno venduto due appartamenti.
    La querela doveva essere così allarmante che in data 12/05/2007 sono venuti a perquisire la mia casa cinque uomini della Squadra Mobile della Questura di Roma “sezione omicidi” in cerca di armi.
    È ora di farla finita e che le istituzioni non giochino a nascondino.
    Il cittadino onesto che contribuisce al buon funzionamento della cosa pubblica deve essere tutelato.
    Io, cittadina che paga le tasse e che ha servito lo stato per ben 42 anni ho diritto ad essere tutelata nella mia onorabilità e nel mio benessere psicofisico.
    I sigg. Falqui-De Prosperis dopo averci imposto per un anno e mezzo lavori insopportabili di frullini, mazzette e martelli pneumatici ora sono passati alla fase delle querele.
    Ho fiducia in un suo tempestivo intervento……non mi deluda!
    Sono a disposizione per fornire qualsiasi chiarimento e documentazione.
    Saluto con deferenza
    ROMA, li 30/05/2007 sig.ra Lucia Salvati

    ROMA, li 30/05/2007

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