Libano

immagini e documentazione raccolta da quotidiani libanesi

Hezbollah celebra la vittoria su Israele

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<a href=”http://www.flickr.com/photos/11349203@N02/1172756943/” title=”Condivisione di foto”><img src=”http://farm2.static.flickr.com/1322/1172756943_a63d8fcc35.jpg” width=”500″ height=”375″ alt=”La ragnatela” /></a>

 Per celebrare l’anniversario della vittoria su Israele, Hezbollah espone immagini di archivio, rottami di elicotteri abbattuti, attrezzatura militare della guerra dell’estate scorsa e ne ritraccia la storia. Titolo dell’esposizione ”La ragnatela”, facendo riferimento ad una dichiarazione di Hassan Nasrallah nella quale Israele veniva definito lo stato ragnatela, cioe’ uno stato facilmente distruttibile.

L’esposizione, nello spazio di 20 giorni, e’ gia’ stata  vista da 250.000 visitatori, libanesi e stranieri.

L’esposizione comincia all’esterno con rottami di mezzi israeliani ritrovati nel 2000, dopo la liberazione: un carro T54, un M113 e un missile Khalibar. E’ stato ricostruito un bunker che offre ai visitatori un’idea  della strategia militare: una sala di osservazione o un  manichino rappresentante un combattente in agguato che spia il nemico con il suo binocolo, una postazione per la pianificazione delle moperazioni con una mappa precisa della zona osservata.

C’e’ inoltre una piccola sala per il riposo del guerriero, equipaggiata con una televione , un computer, una biblioteca. Questo per permettere il riposo, la preghiera o anche  per permettere agli studenti- combattenti, di studiare.

Nel salone sono esposte le foto e le armi israeliane. Gigantografie dei protagonisti della guerra dell’estate scorsa: Olmert, Bush, Rice…

Tra le foto vi sono anche quelle  delle vittime piu’ indifese, i cadaveri dei giovani, dei feriti. Il popolo di Hezbollah viene accusato di allevare i figli nell’odio verso Israele, in sua difesa mostra una foto divenuta celebre che rappresenta bambini israeliani che firmano missili destinati al Libano.

Munizioni e uniformi dei soldati di Tsahal sono installati per terra, sotto vetro.

Grandi pannelli danno informazioni precise  sulle unita’ israeliane ed esaminano  la strategia del nemico. Dichiarano di avere una gran quantita’ di informazioni su di loro mentre al contrario gli israeliani non sanno niente di loro ed e’ per questo che hanno perso.

Un nuovo videogioco viene presentato da Hezbollah Special Force 2, i giocatori prendono il posto di Hezbollah e combattono il nemico israeliano.

Oltre una tenda nera viene proiettato un film sul conflitto e nella mostra si sente il rumore provocato dai bombardamenti.

L’esposizione ha anche uno spazio per i martiri, sullo schermo incrostato delle pietre tombali bianche si vedono i filmati registrati dai combattenti  prima del combattimento. Una scalinata bianca che conduce ad una porta aperta rappresenta il cammino verso il Paradiso.

Queste informazioni,  sono state prese da un settimanale locale ”L’Hebo Magazine n. 2597 del 17 agosto 2007

Ieri, 19 agosto, abbiamo visitato l’esposizione, abbiamo chiesto ad alcuni amici le indicazioni senza pero’ riuscire scoprire il luogo dell’esposizione. Con le immagini pubblicate sul settimanale Magazine siamo andati nei quartieri sciiti alla ricerca di informazioni.  Le persone che abbiamo fermato riconoscevano immediatamente le immagini e cosi’ riuscivano ad indicarci

il modo per arrivarci. Quando siamo arrivati abbiamo notato che c’erano molte persone,   famiglie, donne, bambini. La loro presenza rassicura sempre (o forse vale solo per me che sono un po’ fifona), ho chiesto alle signore che controllavano la mia borsa se era permesso fotografare e siamo entrati. L’impressione sull’organizzazione e sull’effetto dell’esposizione e’ decisamente positiva, e’ ben organizzata, riesce a coinvolgere, ad  informare e a raccontare la sua storia della guerra del luglio 2006.

All’esterno oltre ai rottami di carri armati, al missile e all’oasi dei martiri e’ stato allestito anche uno spazio che  rappresenta con l’uso di un manichino, un bambino con una stampella, e alcune le mine disseminate nel terreno. (purtroppo la memoria della mia macchina fotografica e’ ormai piena e non riesco a scattare le ultime foto).

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Autore: Luciana

amo il silenzio

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